Articoli relativi a: Calabria


Regione Calabria, si è dimesso l’assessore alla Sanità

L’assessore regionale alla Sanità, Vincenzo Spaziante, ha rassegnato le dimissioni con una lettera arrivata sul tavolo del presidente della Regione, Agazio Loiero. Lo ha reso noto, confermando così alcune voci circolate mercoledì pomeriggio, il portavoce del presidente, il quale ha spiegato che “Loiero non ha preso alcuna decisione in merito”. “Anche in questa occasione – ha aggiunto il portavoce del presidente – Spaziante ha confermato eleganza istituzionale e amore verso la Calabria, manifestando ulteriormente la propria stima e l’apprezzamento nei confronti di Loiero e dell’azione di governo soprattutto nel settore della Sanità, dove si è lavorato e si lavora per imprimere una netta discontinuità con il passato, quella discontinuità che ha fatto venire alla luce i nodi antichi e mai risolti”.

“Tra i motivi che hanno spinto l’assessore Spaziante a mettere a disposizione del presidente l’incarico – ha spiegato ancora il portavoce – la delicatezza del momento che impone scelte coraggiose per assicurare una sanità adeguata ai bisogni dei calabresi”.

In un passaggio della sua lettera Spaziante scrive a Loiero: “Da qui in avanti la responsabilità del settore non può essere divisa e quella tecnica, da me fin qui espressa, deve coincidere per intero con quella politica. Per quanto posso valutare io, al più alto livello politico istituzionale al quale normalmente si esplica”.

Spaziante, come ha spiegato ancora nella lettera a Loiero, ha riconfermato il proprio impegno “al servizio della Calabria in un’altra e più efficace posizione”, quella di commissario di governo per l’emergenza. Nella sua lettera di dimissioni l’assessore Spaziante ha inteso ringraziare il presidente Loiero per il sostegno avuto (“Non mi hai mai fatto sentire solo, mai ho sentito limiti o condizionamenti alla mia attività”).

Spaziante, nella lettera a Loiero, si è anche augurato che il suo gesto, “oltre a esserlo nella sostanza”, venga anche “percepito da tutti in modo limpido e trasparente come un gesto finalizzato esclusivamente a rafforzare la Calabria e la tua giunta”, con la prospettiva di garantire “la sovranità piena della Regione nel campo delle politiche sanitarie”.

Secondo quanto ha scritto Spaziante nella lettera di dimissioni, nella contrattazione per il piano di rientro nel settore della Sanità che la Regione si appresta a fare “c’é bisogno del massimo di autorevolezza politico-istituzionale”, e tale autorevolezza, fa intendere Spaziante, può averla solo il presidente Loiero.

Fonte: Il Giornale di Calabria

De Magistris accusa: troppi magistrati collusi con la casta

Chiudera’ la porta del suo ufficio della Procura di Catanzaro martedi’ sera. L’ultimo giorno di lavoro, mai interrotto nonostante il vorticoso giro di polemiche, prima di trasferirsi mercoledi’ mattina a Napoli, sua nuova sede. Il sostituto procuratore al centro di polemiche infinite, Luigi De Magistris, lascia, dunque, il suo incarico calabrese, cosi’ come hanno deciso il Csm, la Cassazione e poi il ministero della Giustizia con il via libera al trasferimento. Si chiude un capitolo che ha segnato, in ogni modo, la giustizia catanzarese e nazionale, finita alla ribalta della cronaca giudiziaria con inchieste scottanti, ancora tutte da definire, che hanno coinvolto personaggi di spicco della politica, dell’imprenditoria, della magistratura.

Dall’allora presidente del Consiglio dei ministri, Romano Prodi, all’ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella, passando per molti magistrati delle procure lucane. Da “Poseidone” a “Why not”, finendo proprio con l’inchiesta “Toghe lucane” che ha sconvolto la Basilicata, il sostituto procuratore De Magistris ha segnato le inchieste piu’ discusse, prima di finire nei provvedimenti disciplinari che ne hanno decretato il trasferimento.

In un’intervista all’AGI, De Magistris racconta quello che ha vissuto, proiettandosi nel suo nuovo incarico campano, nella citta’ in cui e’ nato e in cui la sua famiglia vanta antiche tradizioni in magistratura.

D. Dottore De Magistris, il ministro della Giustizia ha firmato il provvedimento e lei mercoledi’ lascera’ la Procura di Catanzaro. Si aspettava tutto quello che e’ successo intorno al suo lavoro?

R. “Credo di aver previsto quasi tutto e messo anche tutto, come si dice, penna su carta”.

D. Che fine faranno, secondo lei, le inchieste che ha avviato?

R. “E’ una domanda che non dovrebbe porre a me. Io sono molto soddisfatto del lavoro espletato in questi anni e per i risultati straordinari raggiunti”.

D. Lei ha piu’ volte avanzato sospetti e dubbi su boicottaggi nella sua attivita’.

R. “Piu’ che sospetti e dubbi ho certezze ed ho portato prove nelle sedi istituzionali preposte all’accertamento dei fatti. I boicottaggi, come lei li chiama, provengono tutti da ambienti istituzionali”.

D. Esistono veramente, in Calabria e in Italia, per quella che e’ la sua esperienza, i personaggi “intoccabili”?

R. “E’ quella parte della magistratura collusa, purtroppo non residuale in Calabria, che rende intoccabili taluni personaggi”.

D. Crede ancora nella giustizia e nella magistratura?

R. “Credo fermamente nella Giustizia, con la G maiuscola, per l’affermazione della quale ognuno deve lottare ogni giorno. Credo che all’interno della Magistratura vi siano tanti Magistrati che ogni giorno onorano la toga in modo esemplare, cosi’ come penso che vi sia una fetta rilevante dell’ordine giudiziario che ha cestinato i valori costituzionali per i quali ha prestato giuramento”.

D. Quando e’ esploso il caso De Magistris, con le sue inchieste piu’ dirompenti, in molti sono scesi in piazza per difenderla e sostenerla; oggi, a poche ore dal suo trasferimento, non sono state registrate manifestazioni simili o attestati di sostegno nei suoi confronti. Perche’?

R. “Quello che si doveva dire e’ stato detto, quello che si doveva fare penso sia stato fatto. E’ un anno e mezzo che si parla del mio caso. Ad un certo punto il popolo calabrese – al quale il Consiglio Superiore della Magistratura doveva, a mio avviso, inviare ben altri segnali – che gia’ di per se’ e’ storicamente rassegnato, ha preso atto che il mio allontanamento coatto era divenuto il prezzo, in qualche modo ineludibile, per il modo, costituzionalmente orientato, con cui ho esercitato le funzioni in Calabria: credo che anche gli alberi, che riempiono le bellissime foreste della Calabria, hanno compreso gli esatti termini della mia vicenda”.

Per chiedere la revisione del suo trasferimento serve qualcosa di nuovo e di eclatante. Potrebbero essere le novita’ che arrivano dalla Procura di Salerno che indaga su quanti avrebbero ostacolato le sue inchieste?

Fonte: agi.it

Saldi estivi anticipati di 10 giorni in Calabria

La Regione Calabria, con legge n. 15 del 13 giugno 2008, ha riformulato la normativa dei saldi di fine stagione e delle vendite promozionali. I saldi partiranno ufficialmente sabato 5 luglio e non il 15 come ormai succede da diversi anni, e già da oggi 1 luglio i commercianti che ne faranno richiesta al proprio Comune, potranno proporre le vendite speciali a prezzi scontati.

Depuratori, la regione Calabria stanzia 5 milioni

La Regione Calabria ha mantenuto la promessa. In ritardo, ma l’ha fatto. Tanto che nel comunicato stampa, diramato subito dopo la riunione a Palazzo Alemanni, di stanziamento di 5 milioni di euro per gli interventi ai depuratori delle cinque provincie la motivazione, “in vista dell’imminente stagione estiva”, non è molto felice. Anche il calendario ricorda che l’estate è arrivata già da un pezzo, e i lavori andavano fatti molto prima. Comunque, finalmente i soldini.

Su proposta dell’assessore Luigi Incarnato la giunta ha ripartito i finanziamenti in base alle specifiche urgenze e necessità di messa in efficienza degli impianti di depurazione dei Comuni costieri. Questo il prospetto: 1 milione e 500 mila euro per la Provincia di Catanzaro, 1 milione e 100 mila per la Provincia di Cosenza, 900 mila euro per la Provincia di Reggio Calabria, e 500 mila euro ciascuno per le Province di Crotone e Vibo Valentia. I rimanenti 500 mila euro restano come fondo di riserva per emergenze a disposizione del dipartimento Lavori Pubblici.

Fonte: l’Opinione

Crotone, maxi operazione contro la ‘ndrangheta

E’ una delle maggiori operazioni contro la ‘ndrangheta quella lanciata questa notte dalla polizia nel Crotonese e ancora in corso. Trecento 300 uomini impegnati e finora oltre 40 arresti e numerose perquisizioni domiciliari nei confronti di presunti appartenenti alle famiglie mafiose più influenti.

L’operazione – spiegano gli investigatori – costituisce la prima fase di intervento a seguito dei recenti episodi riconducibili a contrasti sorti all’interno dei clan della ndrangheta del luogo.

I fermatisono presunti esponenti delle cosche Corigliano, Vrenna e Bonaventura, collegate alle cosche Nenna e Russelli della frazione crotonese di Papanice. Parte affiliati ad una cosca, parte all’altra, considerate rivali tra loro. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione mafiosa, omicidio, estorsione, traffico di armi, traffico di sostanze stupefacenti. Nel corso delle indagini sono emersi anche importanti collegamenti con le cosche del reggino e con la criminalità albanese, dalla quale le persone coinvolte nell’inchiesta si sarebbero rifornite di armi ed esplosivo.

Gli arresti sono stati portati a termine nelle province di Crotone e Reggio Calabria, e in altre regioni italiane, tra le quali l’Emilia Romagna e il Lazio. L’operazione è stata condotta dalla polizia di Stato di Crotone e Catanzaro, e dal Servizio centrale operativo dello Sco di Roma, mentre le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore della Dda di Catanzaro, Pier Paolo Bruni.
Le persone fermate sono ritenute responsabili, tra l’altro, di avere organizzato l’attentato, poi sventato, ai danni del magistrato che ha condotto le indagini, oltre che dell’attentato dinamitardo ai danni di un esercizio commerciale di proprietà della moglie di un ispettore di polizia di Crotone, avvenuto il 25 aprile 2007.

Fonte: la Repubblica

Tripodi, diversi i capi di imputazione

Traffico di stupefacenti, riciclaggio di denaro proveniente dai traffici illeciti in attività imprenditoriali nel campo dell’edilizia ed del mercato immobiliare, traffico di auto rubate, riciclaggio di assegni falsi e rubati, estorsioni, appalti pubblici ed altro. MAXI-RETATA – Sono questi, tra gli altri, i capi di imputazione che hanno colpito le oltre 60 persone, arrestate nell’ambito dell’operazione «Naos» condotta dai magistrati della direzione distrettuale antimafia di Perugia, ed eseguita da centinaia di carabinieri che hanno arrestato anche esponenti della politica comunale e regionale della Calabria.

tripodi.jpgASSESSORE IN MANETTE – Tra gli arrestati, infatti, figura anche un assessore regionale, Pasquale Tripodi dell’Udeur, con delega al turismo ed alle attività produttive della Regione Calabria. Ma nei guai sono finiti anche il sindaco di Staiti, il vice sindaco di Brancaleone ed un tecnico comunale dello stesso comune, tutti in provincia di Reggio Calabria.

LA SCHEDA – Tripodi, nato a Montebello Ionico il 10 maggio 1957, è residente a Reggio Calabria, sposato, ha due figlie. Svolge la professione di medico, specialista di otorinolaringoiatria nell’ospedale di Melito Porto Salvo. È stato segretario della sezione della Democrazia cristiana di Bova Marina e membro del comitato provinciale giovanile dello stesso partito. Quindi per diversi anni si è allontanato dalla politica militante. Fin quando nel 1998 s’è iscritto allo Sdi. L’anno prima però, come espressione della società civile e capeggiando una lista civica era stato eletto sindaco di Bova Marina, incarico che ha espletato fino ad aprile del 2000. Nelle elezioni regionali del 2005, ottiene 11.806 voti nella lista dei Popolari-Udeur nella provincia di Reggio Calabria. Accresce in modo significativo il successo del 2000, quando, con le liste dello Sdi, era stato eletto con 3694 voti. Assessore ai Trasporti nella prima Giunta regionale guidata da Agazio Loiero. Nella seconda Giunta-Loiero, Tripodi ricopre la delega alle Attività Produttive e al Personale. Incarico riconfermatogli nella terza Giunta Loiero.

Fonte: Corriere.it

Mafia, arrestato assessore regionale Tripodi

C’e’ anche Pasquale Tripodi, assessore al Turismo della Regione Calabria, dell’Udeur, tra le persone arrestate questa mattina nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Dda di Perugia che ha coinvolto diverse regioni. Tripodi e’ accusato di associazione mafiosa. A finire in manette in Calabria

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