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Maltempo, Crotone la città più colpita

Il maltempo sta provocando problemi in Calabria. Il nubifragio che da lunedì scorso si sta abbattendo sul Catanzarese, sta creando notevoli disagi alla circolazione stradale, con diversi allagamenti e numerosi interventi di vigili del fuoco e protezione civile. A Catanzaro un’autovettura con a bordo una persona è stata travolta da un albero, senza provocare feriti. Circolazione particolarmente rallentata su diversi tratti della strada statale 106 e sulla strada provinciale 48 di Germaneto di Catanzaro, dove i detriti e l’acqua stanno ostruendo diversi punti.

Sotto osservazione molti fiumi e torrenti che hanno raggiunto livelli di guardia. Diverse decine le chiamate di intervento alla sala operativa dei vigili del fuoco di Catanzaro e al dipartimento regionale di protezione civile. Il maltempo da ieri notte ha ripreso ad imperversare anche in tutto il vibonese, con particolare intensità nelle zone delle Serre, causando la caduta di alberi e scoperchiando qualche tetto.

In particolare, la strada Serra San Bruno Arena, è rimasta interrotta per parecchie ore a causa della caduta di un albero, mentre a Maierato i vigili del fuoco sono intervenuti, ancora sono sul luogo, avendo il forte vento scoperchiato un tetto. L’eccezionale ondata di maltempo che imperversa da questa notte sta creando seri disagi in tutta la città pitagorica.

Dalle prime ore di ieri mattina i mezzi di soccorso del Comune in stretta collaborazione con i Vigili del fuoco stanno intervenendo in diverse zone del capoluogo dove si sono verificate le situazioni più critiche. Il sindaco di Crotone, Peppino Vallone, al termine di un incontro con il prefetto Luigi Varratta, ha emesso un’ordinanza di chiusura per quattro istituti scolastici cittadini che sono ubicati nelle vicinanze del fiume Esaro le cui acque con il passare delle ore si stanno pericolosamente ingrossando: si tratta dell’Alcmeone, dell’Ipsia, del Liceo scientifico Filolao e dell’Itc Lucifero.

Anche la direzione dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone ha ordinato la chiusura dei suoi uffici ubicati nel centro direzionale lungo via Di Vittorio, che affaccia proprio sul fiume Esaro. I mezzi del Comune e dei Vigili del fuoco sono dovuti intervenire sulla via per Capo Colonna dove sorgono numerose lottizzazioni sulle colline d’argilla. In particolare su via Poseidone è crollato un costone d’argilla creando in serio pericolo per alcune ville della zona, cinque famiglie sono state evacuate; le ruspe, ancora, hanno dovuto abbattere i cordoli di un ponte in località Trafinello, alla periferia sud, per fare defluire le acque del torrente Esposito che lo avevano invaso.

Allagate le principali arterie cittadine e la strada statale 106 che in alcuni tratti non è percorribile, al lavoro ci sono gli uomini dell’Anas. I mezzi del Comune, inoltre, sono presenti nelle contrade Gabella e Margherita, a nord della città. Il prefetto di Crotone, Luigi Varratta, ha chiesto all’Amministrazione provinciale la disponibilità di uomini e mezzi per fare fronte alle situazioni critiche che il maltempo sta provocando soprattutto nel capoluogo pitagorico, mentre quindici unità dei Vigili del fuoco sono state richiamate urgentemente in servizio.

Meno preoccupante appare la situazione nel resto della provincia tranne che a Strongoli dove è straripato il torrente Sinoro e dove la vecchia statale 492 che conduce al paese è inagibile per un tratto di due chilometri. Problematica anche la situazione lungo la statale 106 nella zona industriale del Passovecchio a nord e fino a Steccato di Cutro a sud. Il prefetto Varratta ha reso noto che il livello del fiume Esaro è molto alto, ma al momento mancano ancora due metri prima che raggiunga il livello di guardia. Ed Il maltempo ha provocato danni ed allagamenti anche nel Reggino.

La parte più colpita, al momento, appare quella del versante ionico ed alcuni paesi aspromontani. Si teme l’esondazione della fiumara del Bonamico. La situazione peggiore si registra a Bivongi, comune al confine tra l’Aspromonte e le Serre, dove il fango ed i detriti hanno provocato l’interruzione della strada provinciale che consente l’accesso al paese. Della situazione, la locale amministrazione comunale ha informato la prefettura di Reggio Calabria ed ha chiesto l’intervento dalle Protezione civile.

Per i numerosi allagamenti a Bivongi si sono registrati decine di interventi dei vigili del fuoco. Nel piccolo centro sono rimaste allagate anche le scuole ed alcune abitazioni. Due famiglie sono state allontanate precauzionalmente dalle loro case che hanno subito dei danni a causa della pioggia.

Fonte: Il Giornale di Calabria

Beppe Grillo a Crotone, già venduti 500 biglietti

Già venduti oltre cinquecento biglietti per l’atteso unico spettacolo in Calabria del “Delirio Tour” di Beppe Grillo in programma il prossimo 10 dicembre alle ore 21.15 al Palasport di Crotone. La prevendita dei due tipi di biglietto tutti di posto a sedere, platea  euro 30.00 e tribuna euro 25.00, procede in tutte le prevendite autorizzate della regione. Oltre ai biglietti venduti nei punti vendita, sono anche numerose le prenotazioni giunte alla Show Net di Ruggero Pegna per intere comitive organizzate che giungeranno a Crotone da Cosenza, Catanzaro, Lamezia, Soverato e finanche da Reggio Calabria. Mobilitati tutti i gruppi calabresi di fans del comico genovese e del suo celebre blog www.beppegrillo.it. Per informazioni sono disponibili il sito internet www.ruggeropegna.it e la segreteria della Show Net che risponde allo 0968.441888. Lo spettacolo di Beppe Grillo a Crotone durerà circa due ore ed  ha il Pattrocinio dell’ Assessorato comunale alla Cultura.

(Prevendite autorizzate – Crotone: Boutique Top Teen 0962.21889, Tabacchi Perna, 0962.29910; Botricello: Bar Royal, 0961.967173; Catanzaro: Bar Mignon, 0961.741000, Bar Tabacchi Garden, 0961.725531; Catanzaro Lido: Bar Cremino, 0961.34370; Cosenza: In Prima Fila, 0984.795699; Cropani: Bar Mac Fly, 0961.1916277; Lamezia T.: Crash & Clap, 0968.27538, Uffici Pegna, 0968.441888; Reggio C.: Boutique Taxi, 0965.332383; Roccella: Remix, 0964.863421; Rossano: Ottica Pugliese, 0983.513516; San Giovanni in Fiore: Cartografia Rogima, 0984.990652; Soverato: Quelli del toto, 0967.521189; Vibo V.: Discomania, 0963.42250).

Affiliati di una cosca crotonese arrestati a Lucca

C’e anche Giuseppe Spagnolo, detto Beppe ‘u banditu, 39 anni, considerato dagli inquirenti un esponente di vertice di una cosca operante da tempo nella provincia di Crotone, fra le cinque persone arrestate nell’ambito di un’inchiesta su un’organizzazione ritenuta responsabile di un giro di estorsioni a imprenditori edili residenti a Lucca, ma originari della Calabria. Secondo i carabinieri, che hanno condotto le indagini, Spagnolo era al vertice dell’organizzazione.

Secondo gli investigatori, scopo delle estorsioni era prendere possesso delle aziende e gestirne dietro le quinte guadagni e appalti. Sarebbero almeno cinque quelle finite nel mirino del gruppo. Per gli arrestati, le accuse vanno dall’estorsione aggravata, alle minacce e all’appropriazione indebita; ad alcuni e’ contestata l’associazione a delinquere di stampo mafioso.

Spagnolo e’ stato raggiunto da una nuova ordinanza di custodia cautelare, dopo essere stato arrestato dai carabinieri nel maggio scorso per traffico di stupefacenti.

In carcere si trova anche Franco Cosentino, detto Sosizza, 34 anni, residente a Porcari (Lucca), un sorvegliato speciale, e Mario Covello, 43 anni, nato in Germania ma residente a Marlia (Lucca), gia’ arrestato per associazione per delinquere di stampo mafioso. Ai domiciliari si trovano invece Antonio Belmonte, 53 anni, residente a Capannori, e Francesco Cosentino, 51 anni, residente a Capannori.

Ansa

Crotone, scorie forse nella rete idrica cittadina

L’arsenico contenuto nelle scorie di cubilot della Pertusola potrebbe essere finito anche nella rete idrica cittadina e, dunque, nell’acqua che scorre dai rubinetti delle case. Le imprese Ciampà e Leto costruzioni, infatti, hanno utilizzato l’ormai famigerato Cic (conglomerato idraulico catalizzato) anche per i lavori di realizzazione dell’acquedotto comunale. E’ questo il nuovo e ancora più inquietante capitolo che la Procura della Repubblica di Crotone ha appena aggiunto all’indagine sulle scorie tossiche prelevate dal vecchio stabilimento metallurgico per costruire sottofondi stradali, piazzali di scuole e centri commerciali, alloggi popolari e banchine portuali: in tutto diciotto siti, almeno fino a questo momento, ai quali il 25 settembre scorso sono stati apposti i sigilli nel corso dell’operazione ‘Black mountains’.

In base agli elementi acquisiti nelle ultime settimane dagli inquirenti, dunque, il fascicolo rispolverato dagli armadi in cui giaceva sin dal lontano 1999 si arricchisce di nuove ipotesi di reato, anche più gravi di quelle che erano state contestate inizialmente alle sette persone iscritte sul registro degli indagati: il legale rappresentante pro tempore della Pertusola sud, Vincenzo Mano; il legale rappresentante delle imprese ‘Ciampà Paolo srl’ e ‘Igeco sas’, Giovanni Ciampà; il legale rappresentante dell’impresa ‘Bonatti spa’ con sede in Parma, Paolo Ghirelli; il legale rappresentante dell’impresa ‘Leto costruzioni srl’, Alfredo Mungari; il responsabile e due periti chimici dell’ex Presidio multizonale di prevenzione dell’Asl 7 di Catanzaro Domenico Colosimo, Francesco Russo e Domenico Curcio.

Oltre allo smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e al disastro ambientale, sulle loro teste ora grava pure l’accusa di aver avvelenato le acque sotterranee dell’acquedotto cittadino.

Ma non è tutto; a carico di Mano, Ciampà, Mungari e Ghirelli, la Procura della Repubblica ipotizza anche le accuse di turbativa d’asta e frode in pubbliche forniture, reati che sarebbero stati commessi con la complicità di funzionari pubblici i cui nomi potrebbero andare ben presto ad allungare l’elenco degli indagati.

Le imprese, infatti, avrebbero vinto gli appalti offrendo ribassi dei prezzi superiori a tutti gli altri concorrenti, proprio grazie al fatto che utilizzavano per i lavori le scorie di cubilot delle quali si approvvigionavano gratuitamente o addirittura ottenevano un piccolo rimborso spese per il trasporto dagli amministratori di Pertusola che così si liberavano dell’ingombrante presenza dei rifiuti pericolosi senza l’onere dello smaltimento in discariche speciali.

Proprio per ricostruire l’iter che ha portato all’affidamento dei lavori nei quali sono state utilizzate le scorie di cubilot, il procuratore della repubblica Raffaele Mazzotta e il sostituto Pierpaolo Bruni, che conducono le indagini sulla vicenda, nella mattinata di lunedì hanno spedito gli uomini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza e quelli del Nucleo investigativo sanità e ambiente della stessa Procura negli uffici della Syndial, proprietaria di Pertusola, delle imprese di costruzione e dei loro amministratori, con l’intento di sequestrare tutta la documentazione utile.

Anche perché, nel frattempo, “sembrerebbe essere in atto una condotta di occultamento e distruzione della documentazione necessaria ai fini della ricostruzione dei fatti”.

E siccome “le condotte fraudolente e collusive pressoché certamente sono frutto di accordi illeciti tra privati e funzionari pubblici che hanno permesso e preso parte alle condotte sopra rappresentate” gli inquirenti hanno ritenuto “necessario acquisire presso le stazioni appaltanti gli incarti procedimentali riguardanti le commesse pubbliche affidate (sia attraverso procedura di gara, sia attraverso affidamento diretto) alle società”.

Inoltre la Procura ha disposto “che gli enti pubblici che hanno intrattenuto rapporti con le predette società consegnino in copia gli interi incarti procedimentali”. Un’attività, questa, che Guardia di finanza e Nisa, su espressa delega dei magistrati, avevano intrapreso già dallo scorso 9 ottobre.

Gli inquirenti, insomma, sono convinti che la vicenda sia molto più complessa di come appariva inizialmente, che possa riservare aspetti ancora più inquietanti e che le responsabilità siano diffuse a vari livelli.

Fonte: ilcrotonese.it

Rocca di Neto, ieri i funerali dei coniugi Quero

Una folla straripante si è stretta, ieri sera, attorno alle bare del luogotenente dei carabinieri Mario Quero, 51 anni, e di sua moglie, Maria Angela Lentino, 48 anni, rimasti uccisi in un tragico incidente stradale, avvenuto, intorno alle 13 di domenica nelle vicinanze dell’aeroporto di Crotone, sulla SS. 106. Il sottufficiale dei carabinieri dal primo ottobre scorso comandava la stazione di Mesoraca, dopo aver prestato per anni servizio a Girifalco ed ancor prima da Botricello.

Ed a Mesoraca, Quero che da anni con la moglie docente nelle scuole viveva a Rocca di Neto, aveva già ricevuto attestati di stima per il suo modo di essere vicino ai cittadini. Giovedì scorso si era reso tra l’altro protagonista, insieme ad altri colleghi, tra cui il carabiniere Damiano Pansini, di un gesto coraggioso e generoso, precipitandosi a salvare due persone – un docente ed una impiegata – rimaste intrappolate da un incendio al terzo piano dell’edificio che ospita la direzione didattica. E ieri infatti tra quella folla commossa che affollava il sagrato della chiesa parrocchiale di Rocca di Neto per l’ultimo addio a Quero ed alla consorte c’era anche quel docente di 58 anni, salvato giovedi dal coraggioso sottufficiale dell’Arma. È stata una cerimonia religiosa toccante, che ha presieduto l’arcivescovo di Crotone-Santa Severina Domenico Graziani, col vicario mons.Francesco Frandina. Al rito funebre hanno partecipato autorità civili e militari con un picchetto d’onore di carabinieri in alta uniforme che non sono riusciti a nascondere la loro commozione. Così anche un trombettista che intonando il silenzio non ha trattenuto qualche nota. La commozione e lo stupore di leggeva sui volti dei tanti amici e conoscenti di Mario e Maria Angela, insegnante di religione nell’istituto comprensivo Lucifero di Crotone.

Domenica il sottufficiale dell’Arma e sua moglie erano a bordo della loro Volkswagen Polo che per cause in corso d’accertamento al km 240 + 600 della SS 106 s’è scontrata con una Volvo sulla quale viaggiavano due giovani albanesi, rimasti fertiti in maniera non grave nell’incidente che è stato fatale per i coniugi Quero. La tragedia della strada lascia senza padre e senza madre i due giovani figli: Michele, medico, e Giuseppe, studente universitario. I loro genitori, originari di Mottola, in provincia di Taranto, si erano ormai definitivamente stabiliti a Rocca di Neto. Mario Quero era solito farsi, la mattina presto, lunghe corse a piedi per tenersi sempre allenato fisicamente. Da poco era stato trasferito da Girifalco a Mesoraca, posto non facile, raccogliendo il testimone lasciatogli dal maresciallo Alessandro Italiano, presente ieri anche lui per l’ultimo saluto.

Cosi come erano presenti il generale Marcello Mazzuca, comandante regionale dei carabinieri, il colonnello Mario Conio, comandante provinciale dell’Arma di Crotone, il colonnello Claudio D’Angelo, comandante provinciale di Catanzaro, il capitano Alfredo Beveroni, comandante della Compagnia di Castellaneta dove presta servizio il luogotenente Vittorio Quero, fratello di Mario, i comandanti delle compagnie di Crotone, Cirò Marina, Girifalco, Sellia Marina ed il comandante della Compagnia di Petilia Policastro, Francesco Dotto, da cui dipende la stazione di Mesoraca. Presenti, inoltre, il prefetto di Crotone Luigi Varratta, il questore Gaetano D’Amato, il colonnello Giuseppe Tuosto comandante provinciale della Guardia di Finanza, il commissario straordinario del Comune di Mesoraca Fabrizio Gallo, rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri, i gonfaloni dei comuni di Rocca di Neto e di Mesoraca.

Durante il rito alcuni studenti dell’istituto Lucifero hanno ricordato la loro insegnante, mentre il cappellano ha recitato la preghiera dei carabinieri. Le salme, per sono state tumulata nel cimitero di Rocca di Neto.

Fonte: Gazzetta del Sud

Cutro, scontro auto: Carabiniere e moglie morti sul colpo

Un maresciallo dei carabinieri e sua moglie sono morti in seguito a un incidente stradale avvenuto in un tratto della statale 106 nel crotonese. La coppia – Mario Quero, 51 anni, e Maria Angela Lentino, di 48 anni, entrambi originari di Mottola (Taranto) – viaggiavano a bordo di una Volkswagen Polo. La loro auto, per cause ancora da accertare, si e’ scontrata con una Volvo sulla quale viaggiavano due uomini di nazionalita’ albanese che attualmente si trovano ricoverati in prognosi riservata all’ospedale civile di Crotone dove sono stati trasportati con le ambulanze del 118. Anche il maresciallo Quero era stato trasportato d’urgenza al nosocomio crotonese ma e’ spirato poco dopo. Nulla da fare da subito, invece, per la moglie che e’ morta sul colpo.

E’ stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco per estrarre il corpo della donna dalle lamiere accartocciate della Polo. Per effettuare i rilievi di rito sono intervenuti gli agenti della sezione di Polizia stradale di Crotone; la circolazione lungo la statale 106 e’ rimasta interrotta per alcune ore. Il maresciallo aveva assunto da circa un mese il comando della stazione dell’Arma di Mesoraca, nel crotonese.

Rifiuti tossici a Crotone, interviene Agazio Loiero

“Il piano di caratterizzazione generale dell’area crotonese darà riposte in maniera definitiva alle esigenze di conoscenza dei cittadini e consentirà alla Regione di intervenire celermente e con cognizione per la messa in sicurezza del territorio, fermo restando le responsabilità penali ed economiche dei costi delle bonifiche”. Lo afferma il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero in una nota in cui si annuncia che le iniziative in atto e quelle in itinere relative alle problematiche ambientali del crotonese, saranno illustrate ai giornalisti, a Crotone, il prossimo giovedì 9 ottobre, alle ore 10, dagli assessori regionali Silvio Greco, all’Ambiente, Francesco Sulla, alle Attività Produttive e dal vicepresidente della Giunta Domenico Cersosimo.Saranno presenti alla conferenza stampa anche i professori Silvano Focardi, rettore dell’Università di Siena, Roberto Danovaro, presidente dell’Associazione italiana oceanografia e limnologia, Vincenzo Saggiomo, direttore di ricerca della Stazione zoologica di Napoli. È un impegno forte, quindi, quello che la Regione intende mettere in campo a salvaguardia dei cittadini.

“In dettaglio – ha spiegato Loiero – saranno analizzate tutte le matrici, che consentiranno di rispondere alle seguenti domande: quanto è estesa l’area interessata ai fenomeni inquinanti, sia a terra che a mare; quanti dei contaminanti sono migrati alle reti trofiche e quindi agli alimenti; quale è il livello di presenza di questi nelle popolazioni interessate”.

“I cittadini dell’area interessata – ha aggiunto Loiero – saranno anche essi sottoposti a screening (con un semplice prelievo di sangue) , saranno monitorati, inoltre, aria acqua suolo, anche per ricostruire l’evoluzione nel tempo dei meccanismi d’inquinamento. Particolare attenzione sarà rivolta infine alle produzioni agricole, zootecniche e ai prodotti trasformati, in modo da rispondere alle legittime richieste di conoscenza dei consumatori”.

La conferenza stampa segue l’incontro che si terrà nella sede romana della Regione Calabria giorno 8 ottobre prossimo. Allo scopo di dare risposte in tempi rapidi, infatti, sono stati coinvolti i saperi d’eccellenza degli Enti di ricerca e delle Università italiane.

Parteciperanno alla riunione i professori Giovanni Sindona dell’Università della Calabria, Silvano Focardi, Benedetto De Vivo dell’Università di Napoli Federico II, Roberto Danovaro, Angelo Cao dell’Università di Cagliari, Vincenzo Saggiomo e il dott. Salvo Mazzola dell’Istituto ambiente marino costiero del CNR.

Fonte: Il Giornale di Calabria

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