Sabato prossimo, dalle 14,30, il Comitato di cittadini, costituitosi con l’obiettivo di chiedere agli organi competenti la “dislocazione” degli immigrati (trasferiti su decisione del ministero dell’Interno in un villaggio turistico della località marina) sarà protagonista di un corteo sulla statale 106 fino alla piazza della Stazione. La manifestazione, pacifica, hanno sottolineato gli organizzatori, bloccherà di fatto il traffico dell’importante arteria di collegamento della fascia ionica.
Contemporaneamente non è esclusa la possibilità di una contro protesta, alla protesta dei commercianti, a favore, invece, della presenza degli extracomunitari nel centro di accoglienza Ale.Mia. Due cortei, dunque, entrambi motivati da civili intenzioni, che, però, creeranno non poche difficoltà alla circolazione veicolare. La Compagnia dei carabinieri di Sellia Marina, pertanto, si è subito preoccupata di invitare la cittadinanza, per quelle ore pomeridiane, ad “evitare, per quanto possibile, di prendere l’auto per spostarsi, onde incrementare i problemi di comunicazione che già il corteo, o i cortei, apporteranno”. Le motivazioni che hanno indotto i cittadini a formare un comitato di protesta contro la decisione del Governo stanno tutte nelle conseguenze all’economia del paese, a prevalente vocazione turistica, che il soggiorno degli ospiti “sta arrecando” alla comunità, a detta degli imprenditori del posto.
Nei giorni scorsi una delegazione del comitato si è recata presso il prefetto di Catanzaro per consegnargli un elenco di 1.500 firme di persone che chiedono lo spostamento degli immigrati dal sito individuato dal Governo centrale, investendolo anche dei “danni all’economia e al turismo” circa il loro soggiorno nel bel mezzo delle strutture ricettive della località marina di Cropani. Al termine del corteo, in piazza della Stazione, previsto intorno alle 15, 30, si svolgerà un’assemblea in cui gli organizzatori motiveranno le loro note di disapprovazione contro l’Interno che, senza consultare né l’Amministrazione comunale né la società civile, ha stabilito unilateralmente il 16 ottobre scorso il trasferimento dei richiedenti asilo dal Cpt, centro di permanenza temporaneo di Crotone, al residence a 4 stelle Ale.Mia di Cropani Marina.
Alla base del provvedimento vi è una convenzione fra il Governo con la “Cooperativa 29 giugno”, impegnata nell’organizzazione logistica e nell’integrazione sociale degli extracomunitari, che ha una scadenza ben precisa, fino al prossimo 31 marzo 2009. Una scadenza che, secondo voci informali dovrebbe, in realtà, prorogarsi per altri due anni ancora, e che, tuttavia, il prefetto di Catanzaro potrebbe chiedere al suo superiore, lo stesso Ministero, di rispettare, sulla base del malcontento della popolazione. Che è lungi dai presunti sentimenti di “xenofobia” e di “razzismo”, così hanno sostenuto le persone intervenute durante il consiglio comunale indetto per l’occasione dal sindaco, Antonio Grano, lo scorso 20 ottobre. E che verterebbe, invece, sugli effetti negativi della domanda alle offerte che la comunità promuove nel settore turistico. Eccetto, invece, per il proprietario del residence che avrebbe interesse a prorogare e allungare la convenzione, o la destinazione d’uso della struttura ricettiva, da villaggio turistico a centro di accoglienza primaria o secondaria degli extracomunitari (come si sta verificando, anche se a tempo determinato) che sbarcano sul suolo italiano per la garanzia di quei diritti inviolabili dell’uomo che, nel loro paese d’origine non vengono rispettati. Così, come sono, devastati da guerre intestine e da regimi militari molto lontani dalla difesa dell’uomo e della sua libertà, assicurata, invece, dalla democrazia dei paesi occidentali, Italia compresa.
Fonte: Il Quotidiano della Calabria






