Articoli relativi a: Cropani


Cropani, i primi commenti del neo sindaco Colosimo

Bruno Colosimo è il nuovo sindaco di Cropani. Con ben 441 voti di scarto ha superato la coalizione “Progetto Cropani” guidata da Eleonora Pitari. “Una vittoria scontata”, ha commentato a caldo il neo primo cittadino, della lista “Cropani domani”, “perché la lista concorrente ha fatto troppi giochi politici e ha avuto troppe divisioni interne”. Una scelta, questa degli elettori di Cropani, che si è rivelata decisiva e schiacciante nei seggi numero 1 e 2 di Cropani paese, con un responso delle urne che si è quasi raddoppiato sulla coalizione concorrente. Eleonora Pitari, invece, l’ha spuntata sul suo avversario solo nella sezione numero 4 di Cropani Marina.
E’ stata una vittoria – ha continuato il neo sindaco – che ho percepito fin da subito, avendo avuto un riscontro positivo nei miei concittadini nell’immediatezza della mia candidatura. Poi, strada facendo, abbiamo messo in piedi un’ottima squadra e un ottimo programma che siamo riusciti a trasmettere a tutti, dando loro fiducia e speranza per il futuro di questo paese”. Alla domanda su quali sono i primi obiettivi da raggiungere non ha dubbi: “la risoluzione dei problemi inerenti la depurazione, la pulizia della spiaggia, e la ristrutturazione della delegazione municipale della località marina di Cropani”.

CRONACA – Lo spoglio è iniziato intorno alle 14. Dopo circa un’ora la forbice fra i due candidati cominciava a registrare i primi sentori sulla vittoria di Colosimo, soprattutto nelle sezioni di Cropani paese. La prima a finire lo spoglio è stata quella di Cuturella, con un margine residuale, fra le due liste, di soli 7 voti. Alle 16 il divario era ormai netto, impossibile per la lista “Progetto Cropani” recuperare lo svantaggio delle preferenze. Le prime congratulazioni, quindi, al neosindaco da parte dei sostenitori e dei familiari più stretti. A seguire i caroselli per festeggiare una vittoria “scontata”, questa di Bruno Colosimo.

Fonte: http://emiliogrimaldi.blogspot.com

Cropani, incendio distrugge il “Lido Miami”

Il lido Miami è stato completamente distrutto da un incendio che si è propagato intorno alle 18 del giorno di San Silvestro. Immediato l’arrivo delle squadre de vigili del fuoco che hanno tentato di tutto per arginare quanto più possibile i danni alla struttura balneare. Per domarle le fiamme, infatti, è stato necessario l’intervento congiunto di ben tre squadre di pompieri, provenienti da Catanzaro e da Sellia Marina, dal momento che il locale era interamente rivestito in legno e dunque facilmente incendiabile. Tempestivo anche l’intervento dei carabinieri, sia dalla locale stazione che dalla Compagnia di Sellia Marina, che hanno informato del fatto la Procura della Repubblica di Catanzaro disponendone, per mano del sostituto procuratore Alessia Miele, il sequestro dell’immobile per accertare la causa che hanno provocato l’incendio che ha interamente distrutto uno dei lidi più belli della località marina, se di origine colposa o dolosa. Per la sera dell’ultimo giorno del 2008 non era in programma nessuna intrattenimento, o veglione, in attesa di festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Ed è stata questa una delle circostanza che ha permesso agli autori dell’incendio di agire indisturbati e che, inoltre, darebbe credito alla pista dolosa.

Il locale è di proprietà di un signore di Cropani, mentre veniva gestito, ormai da un paio d’anni, da una famiglia originaria di Crotone che lo aveva rimesso completamente a nuovo. Per abbellirlo e renderlo ancora più accogliente, così come si erano riproposti i responsabili, hanno impiegato ben due anni. Il lido comprendeva una pista da ballo, molto ampia, e un’area da bar, anch’essa molto confortevole per gli avventori. L’incendio ha trasformato il lido in una carcassa. Migliaia di euro i danni. Molto frequentato nella bella stagione, per volere dei nuovi gestori, il locale rimaneva aperto al pubblico anche durante i mesi invernali, dove era facile incontrare sia italiani che ragazzi della Romania, residenti nelle vicinanze di Cropani per ragioni di lavoro.

Fonte: Il Quotidiano della Calabria

Cropani, arrestato un cittadino nigeriano ospite del CARA

Prima ha provocato una violenta lite, poi ha aggredito due finanzieri in servizio al Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Cropani Marina, intervenuti per sedare la rissa. Per questo, è finito in manette il ventiseienne di nazionalità nigeriana Cluks Ogoh, ospite del centro. Il giovane, ieri, difeso dall’avvocato Salvatore Iannone, è comparso davanti al giudice del tribunale di Catanzaro, Emanuela Folino, che ha convalidato l’arresto e disposto l’obbligo di dimora. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il giovane avrebbe prima provocato una rissa con un altro ospite del Cara, all’interno della sala adibita a mensa e sala tv, poi avrebbe aggredito i due finanzieri in servizio al centro realizzato all’interno del residence “Ale.Mia” provocandogli alcune ferite giudicate guaribili in 15 giorni.

Immediato l’allarme e l’arrivo dei rinforzi con i carabinieri della Compagnia di Sellia Marina e della stazione di Cropani, guidati rispettivamente dal capitano Alberto Pigozzo e dal maresciallo Franco Volante. Nei confronti del nigeriano è scattato, quindi, l’arresto per resistenza, violenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Ieri l’udienza per direttissima, nel corso della quale il pm Francesco De Tommasi ha chiesto la custodia cautelare in carcere a cui si è opposto il difensore, l’avvocato Iannone. Da qui l’obbligo di dimora nel centro. Il centro di accoglienza, intorno al quale non sono mancate le polemiche di alcuni residenti nella zona, è vigilato giorno e notte con i turni di carabinieri, guardia di finanza e Corpo forestale dello Stato.

Fonte: Il Quotidiano della Calabria

Maltempo, salvate 4 persone tra Cropani e Sellia Marina

L’ondata di maltempo ha provocato la piena di molti corsi d’acqua, come è accaduto per il torrente Scilotraco, tra i comuni di Cropani e Sellia Marina, dove la piena ha travolto una Fiat 600 con a bordo due persone, un uomo e una donna. I due avevano provato ad attraversare il letto del torrente, ma l’acqua li ha travolti e trasportati per alcuni metri. Solo la presenza di un grosso albero ha impedito che l’autovettura potesse finire in mare, consentendo ai due occupanti di rifugiarsi sul tetto, dove sono stati soccorsi dai vigili del fuoco e dai carabinieri della Compagnia di Sellia Marina.

Altre due persone sono state tratte in salvo a Sellia Marina, con la loro autovettura che è rimasta invasa dall’acqua e dal fango. Gravi disagi alla circolazione stradale sono registrati soprattutto sulla strada statale 106, interrotta nel territorio compreso tra le province di Catanzaro e di Crotone, mentre in molti punti si procede con particolare prudenza per la presenza di acqua e detriti. Frane e smottamenti sono segnalati anche nel comprensorio di San Floro e Borgia, sempre nel Catanzarese.

AGI

Blitz contro la prostituzione a Cropani e Sellia Marina

Due case di appuntamento, mimetizzate tra le tante case al mare nei territori di Sellia Marina e Cropani. L’operazione contro il fenomeno della prostituzione, portata avanti dai carabinieri della Compagnia di Sellia Marina (nella foto), con la collaborazione dei colleghi della stazione di Cropani e del personale della Compagnia di intervento operativo di Palermo, ha permesso di individuare quattro sudamericane. In particolare, i militari dell’Arma hanno notato la continua presenza di persone intorno alle due case, situate in località Ruggero di Sellia Marina e nella frazione Marina di Cropani. Da qui la decisione di organizzare dei servizi di osservazione, che hanno permesso di individuare tre cittadine di nazionalità colombiana, ma da diversi anni residenti nel Nord Italia, e una cittadina venezuelana, residente in Spagna e priva di permesso di soggiorno.

Pronti i provvedimenti nei loro confronti, tutte già note alle forze dell’ordine: alle tre colombiane, M.M., 33 anni, S.L.M., 31, e M.G.A. 48, è stato notificato il foglio di via obbligatorio, provvedimento con il quale il questore di Catanzaro proibisce di far ritorno nei comuni di Cropani e Sellia Marina per un periodo di tre anni, mentre la cittadina venezuelana, R.T.C., 27 anni, è stata immediatamente allontanata dal territorio italiano, perché non in regola con la vigente normative sull’immigrazione. Nel corso delle indagini, che proseguono per verificare eventuali appoggi su cui le donne potrebbero avere contato anche nella zona, a partire dai proprietari delle abitazioni, i carabinieri hanno potuto accertare che le donne praticavano il meretricio, proponendosi quali massaggiatrici mediante annunci commerciali pubblicati su alcuni giornali locali ed addirittura su un sito internet, richiedendo per la loro attività compensi proporzionati al tipo di prestazione ma, comunque, alquanto notevoli.

Gli importi, sempre secondo gli inquirenti, partivano da un minimodi 50 euro fino a un massimo di 150. Proprio attraverso gli annunci, le prostitute fissavano gli appuntamenti con i clienti, concordando il pagamento o per telefono o direttamente di persona. L’andirivieni davanti le due abitazioni, in località di mare non molto frequentate in questo periodo, ha permesso ai militari dell’Arma, guidati dal capitano Alberto Pigozzo, di chiudere il “giro” messo in piedi dalle prostitute. Nel corso dei controlli dei militari dell’Arma è emerso che le quattro prostitute hanno raggiunto la fascia ionica dal Nord Italia, grazie al passaparola che esiste in questo giro, mentre i guadagni della loro attività venivano spesso trasferiti nei loro Paesi di origine, grazie anche alla considerevole richiesta da parte dei clienti.

Fonte: Il Quotidiano della Calabria

Cropani, sabato prossimo nuovo corteo contro il problema degli immigrati

Si svolgerà sabato prossimo, alle 14 e 30, il corteo sulla statale 106 organizzato dal comitato civico costituitosi per richiedere agli organi competenti di spostare gli immigrati dal Cara di Cropani, centro di accoglienza per richiedenti asilo. Dopo il nubifragio che si è abbattuto lo scorso 15 novembre, il blocco dell’importante arteria del versante ionico è stato dunque rimandato.

“Torneremo più forti e più determinati. Non sarà certamente un temporale a fermarci”, scrivono i componenti del neosodalizio. La decisione del Ministero dell’Interno del 17 ottobre scorso , di trasferire circa 250 extracomunitari dai centri di Crotone (Cda e Cara) a un residence a quattro stelle della località ionica, diventato, per l’occasione, anch’esso un Cara, colse tutti di sorpresa. Tanto che i cittadini si rimboccarono subito le maniche per affrontare civilmente una battaglia contro il loro trasferimento, e si costituirono in un comitato che ha l’obiettivo, ricordano i suoi componenti, di “difendere il territorio, le attività, le nostre case, i nostri diritti”. La vicenda degli immigrati, rilevano ancora, sta registrando “il totale disinteresse di tutte le forze e gli organismi politici ed istituzionali”. Un disinteresse istituzionale da una parte, mentre, dall’altra, della comunità civile, “ben 1600 cittadini adulti si sono ribellati all’imposizione di una realtà non voluta e, all’evidenza, gravemente dannosa per l’equilibrio civico e sociale della comunità cropanese”.

“Dalla politica – accusano – da qualsiasi politico, di qualsiasi colore, di qualsiasi tendenza e di qualsiasi ideologia ci si aspettava, e ci si aspetta, un segnale che costituisca la prova del concreto interessamento ai problemi della gente, proprio nei momenti di difficoltà e quando i problemi appaiono in maniera insopportabile”. Una vera campagna, dunque, per “difendere i diritti di tutti i cittadini, che sta conducendo solo l’associazione. E quindi i suoi componenti si chiedono: “Quale sarà il politico di turno che tenterà di accreditarsi il merito della battaglia che sta conducendo questo Comitato?”. Infine, osservano dal Comitato che nessuno in futuro potrà dire: “Io non sapevo”.

Fonte: Il Quotidiano della Calabria

Cropani, Photored sotto accusa

«L’Amministrazione comunale è confortata dal fatto che solo queste accuse, facilmente contestabili, sono state mosse al suo operato». Chiara la posizione dell’avvocato Pietro Funaro, in riferimento a gli avvisi di garanzia notificati il 12 novembre scorso dalla Procura della Repubblica a carico dei componenti della giunta – Antonio Grano, Giuseppe Fittante, Domenico Lopresti, Salvatore Macrì e Pierluigi Colosimo – per i quali si ipotizza soltanto il reato di abuso d’ufficio e quello di falso ideologico «per aver sottoscritto – secondo l’accusa – senza gara, con la società D.n.p. servizi s.r.l. una convenzione per la gestione del servizio delle multe rilevate mediante photored, omettendo di dire che il vero motivo di tale convenzione era quello di assicurare gli equilibri del bilancio comunale ».

E in riferimento ai vigili urbani Domenico Basile e Salvatore Bianco «è stata solo ipotizzata – spiega il legale – la falsità ideologica perché gli accertamenti e le stesure delle multe secondo l’accusa sarebbero state fatte dalla D.n.p. servizi s.r.l. anziché dai vigili stessi». E ancora: «nei confronti del dipendente Sinatora «è stato solo ipotizzato – scrive l’avvocato Funaro – il reato di abuso d’ufficio perché avrebbe disposto il pagamento di somme derivante da due sentenze di condanna, emesse dal Tribunale di Catanzaro, senza prima farle riconoscere dal Consiglio comunale come debiti fuori bilancio». Dunque, in tutti e tre i casi, secondo il legale, si tratterebbe di una questione di forma più che di sostanza. «Viste le contestazioniaggiunge l’avvocato – gli amministratori e i dipendenti sono molto sereni perché hanno fiducia nella regolarità e nell’onestà del loro operato, nonché nella giustizia, che arriverà a sancire la loro estraneità ai reati ipotizzati. L’affidamento del servizio multe alla D.n.p. servizi s.r.l. è stato dato secondo le procedure di legge, così come avviene regolarmente e normalmente in centinaia di altri paesi e città della Calabria e dell’Italia e non si capisce dove è l’anomalia».

I rilevamenti, gli accertamenti e le stesure delle multe sono state dunque a detta del legale eseguiti dai vigili urbani di Cropani e non dalla D.n.p. mentre i pagamenti effettuati dal dipendente Sinatora «sono perfettamente legittimi perché approvati nell’ambito di stanziamenti del bilancio comunale ». E ancora. «L’accusa – insiste l’avvocato – sostiene che Pignataro, responsabil della ditta D.n.p. avrebbe regolato la durata del giallo cinque secondi e questi non sarebbero sufficienti. Il ministro dei Trasporti la pensa diversamente in quanto con parere del 5 novembre del 2007 dice che sono sufficienti tre secondi per la durata del giallo e non cinque ». Infine l’avvocato ricorda che l’indagine che ha portato all’emissione degli avvisi di garanzia «nasce da una comunicazione di tutto il gruppo di minoranza del Comune di Cropani alle autorità».

Fonte: Il Quotidiano della Calabria

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