Si svolgerà sabato prossimo, alle 14 e 30, il corteo sulla statale 106 organizzato dal comitato civico costituitosi per richiedere agli organi competenti di spostare gli immigrati dal Cara di Cropani, centro di accoglienza per richiedenti asilo. Dopo il nubifragio che si è abbattuto lo scorso 15 novembre, il blocco dell’importante arteria del versante ionico è stato dunque rimandato.
“Torneremo più forti e più determinati. Non sarà certamente un temporale a fermarci”, scrivono i componenti del neosodalizio. La decisione del Ministero dell’Interno del 17 ottobre scorso , di trasferire circa 250 extracomunitari dai centri di Crotone (Cda e Cara) a un residence a quattro stelle della località ionica, diventato, per l’occasione, anch’esso un Cara, colse tutti di sorpresa. Tanto che i cittadini si rimboccarono subito le maniche per affrontare civilmente una battaglia contro il loro trasferimento, e si costituirono in un comitato che ha l’obiettivo, ricordano i suoi componenti, di “difendere il territorio, le attività, le nostre case, i nostri diritti”. La vicenda degli immigrati, rilevano ancora, sta registrando “il totale disinteresse di tutte le forze e gli organismi politici ed istituzionali”. Un disinteresse istituzionale da una parte, mentre, dall’altra, della comunità civile, “ben 1600 cittadini adulti si sono ribellati all’imposizione di una realtà non voluta e, all’evidenza, gravemente dannosa per l’equilibrio civico e sociale della comunità cropanese”.
“Dalla politica – accusano – da qualsiasi politico, di qualsiasi colore, di qualsiasi tendenza e di qualsiasi ideologia ci si aspettava, e ci si aspetta, un segnale che costituisca la prova del concreto interessamento ai problemi della gente, proprio nei momenti di difficoltà e quando i problemi appaiono in maniera insopportabile”. Una vera campagna, dunque, per “difendere i diritti di tutti i cittadini, che sta conducendo solo l’associazione. E quindi i suoi componenti si chiedono: “Quale sarà il politico di turno che tenterà di accreditarsi il merito della battaglia che sta conducendo questo Comitato?”. Infine, osservano dal Comitato che nessuno in futuro potrà dire: “Io non sapevo”.
Fonte: Il Quotidiano della Calabria







